
Ricoveri in netto calo nel 2008: 230mila in mento del 2007, con una riduzione di 850mila giornate di degenza.
Sono i dati raccolti nelle Schede di dimssione ospedaliera (Sdo) 2008, di cui il ministero della Salute ha appena pubblicato il rapporto completo sul suo sito (nei mesi scorsi erano state diffuse alcune anticipazioni).
secondo la rilevazione il numero complessivo dei dimessi nel 2008 è stato di 12.100.698 unità e il totale di giornate di ricovero 75.371.789.
In particolare nel 2008 si riduce il numero delle dimissioni per acuti in regime ordinario (-1,91%), e in modo maggiore il numero di dimissioni in regime diurno (-2,43 %). Aumentano le dimissioni per lungodegenza (3,18%) e diminuiscono quelle per riabilitazione in entrambi i regimi di ricovero (-0,66% di dimissioni in regime ordinario e -2,76 % in day hospital).
La degenza media per acuti in regime ordinario è in leggero aumento (6,8 giorni) rispetto al valore, costante negli ultimi anni, di 6,7 giorni.
Il peso medio dei casi trattati è in aumento nell'ultimo anno e passa da 1,11 a 1,12. Secondo quanto sottolinea l'analisi del ministero nel corso del 2008 sono stati effettuati più di 11,2 milioni di ricoveri nei reparti per acuti, che rappresentano il 92,8% di tutti i ricoveri ospedalieri, di cui circa 7,7 milioni (68,9%) in regime di degenza ordinaria e quasi 3,5 milioni (31,1%) in Day hospital.
In Italia, la degenza media dei ricoveri per acuti è stabile e quasi costante dal 2002 con 6,8 giorni nel 2008. A livello regionale i valori oscillano dal minimo in Campania (5,45) al massimo (8,15) in Piemonte.
Con le nuove procedure (standardizzazione per case mix) le differenze sono più contenute. I valori minimi sono in Campania e Sicilia (6,26), i massimi in P.A. di Trento (7,76) e Veneto (7,67). La degenza media preoperatoria, indice di efficienza organizzativa, è scesa sotto i 2 giorni a livello nazionale con valore massimo di 2,63 giorni nel Molise e valore minimo di 1,37 giorni nelle Marche.
La degenza media si protrae naturalmente per le dimissioni da reparti di riabilitazione e lungodegenza, con talune significative differenze tra le strutture pubbliche e accreditate.
E tra gli indicatori di appropriatezza ci sono i parti cesarei. La loro percentuale rispetto al totale dei parti è del 38,3% a livello nazionale, in leggera diminuzione rispetto agli anni precedenti (38,39 nel 2007, 38,36 nel 2006, 38,3% nel 2005 e 37,7% nel 2004); l'intervallo di variazione è compreso tra il 23,44% della P. A. di Trento ed il 61,89% della Campania. Valori superiori al 40% si rilevano a partire dalla regione Lazio e nelle regioni meridionali, ad eccezione della Sardegna, il cui valore si attesta comunque a 36,9%.