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9 marzo 2010
Cure palliative: il Ddl è legge


La lotta al dolore diventa legge. L'aula della Camera ha approvato in via definitiva il provvedimento relativo all'accesso alle cure palliative e alle terapie del dolore. Un sì ampiamente bipartisan, visto che il provvedimento è stato sostenuto da tutti gli schieramenti: i voti a favore sono stati 476, nessuno contrario. due le astensioni.


La legge prevede innanzitutto che in ogni cartella clinica, accanto alla pressione e ai valori del sangue, medici e infermieri dovranno sempre indicare il livello del dolore dei propri pazienti, «nonché la tecnica antalgica e i farmaci utilizzati, i relativi dosaggi e il risultato antalgico conseguito». Grazie al progetto di legge sparisce, una volta per tutte, l'odiato ricettario speciale per la prescrizione degli oppioidi. Da ora in poi basterà la semplice ricetta del medico di famiglia per farsi prescrivere i medicinali. Il Ddl stanzia inoltre circa 150 milioni - 100 già previsti nel vecchio Piano sanitario nazionale e altri 50 aggiunti in extremis nell'ultima manovra estiva - per dare corpo alle due reti: una sulle cure palliative e l'altra sul dolore.


«Abbiamo approvato oggi una legge innovativa che ritengo importantissima - ha detto il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini - perché pone il tema del dolore quale parte integrante e irrinunciabile del percorso terapeutico del paziente e che tiene conto del valore, della dignità e dell'integrità della persona assicurando l'equità nell'accesso all'assistenza e l'appropriatezza rispetto alle specifiche esigenze dei malati. Voglio sottolineare in particolare che il testo, nell'articolo 7, prevede la rilevazione del dolore e della somministrazione di farmaci antalgici in cartella clinica.
Altri punti della legge fondamentali sono le reti della terapia del dolore e delle cure palliative che garantiranno risposte assistenziali su base regionale ai pazienti, facilitando così l'accesso sia alle cure palliative che alla terapia del dolore. Fondamentale anche la semplificazione della prescrizione dei farmaci oppiacei non iniettabili, prevista dalla legge, che consentirà ai medici del servizio sanitario nazionale di prescrivere tale classe di farmaci non più su ricettari speciali ma utilizzando il semplice ricettario bianco. Il ministero avrà inoltre un ruolo fondamentale nella concreta attuazione della presente legge».


«Grazie al lavoro che abbiamo fatto in Commissione prima e in aula dopo - ha dichiarato Livia Turco, capogruppo Pd in commissione Affari sociali - siamo riusciti a migliorare il testo rispetto alla prima versione. L'accesso alle cure palliative e alle terapie del dolore viene finalmente riconosciuto come un diritto per assicurare la dignità della persona umana, il bisogno di salute, l'equità d'accesso, l'uniformità delle prestazioni su tutto il territorio nazionale, la qualità delle cure e la loro appropriatezza. Questa legge si propone sostanzialmente di realizzare due diritti fondamentali: la libertà di scegliere il luogo in cui concludere la propria vita, sia esso la casa, l'hospice, l'ospedale o la casa di riposo, e la continuità di cura, per assicurare in tutto il percorso di avvicinamento alla morte una presenza qualificata in grado di dare risposte tempestive ed adeguate. E' una legge che merita certamente di più in termini sia di risorse economiche, che di formazione degli operatori e del necessario riconoscimento delle loro professionalità».

IL TESTO