Home Dal Governo

dal governo

ANTEPRIMA Come si nominano i primari: ecco le linee guida delle Regioni

Accedi a My

Come si nominano i primari. Arrivano le linee guida scritte dalle Regioni secondo le prescrizioni della legge 189/2012 (legge Balduzzi) per il «Conferimento degli incarichi di direzione di struttura complessa per la dirigenza medica - sanitaria nelle aziende del Servizio sanitario nazionale».

Le Regioni, nel documento pronto per la conferenza dei governatori di domani (tanto è vero che è datato 28 febbraio) sottolineano che «ciascuna Regione», fermo restando quanto previsto dal Dlgs 502/1992 «può promuovere, secondo i rispettivi ordinamenti,la regolamentazione delle procedure per l'attribuzione degli incarichi di struttura complessa di direzione universitaria nelle aziende ospedaliere universitarie e negli altri enti ove siano presenti strutture a direzione universitaria, al fine di garantire l'applicazione dei medesimi principi previsti nel Dl 158/2012 (decreto Balduzzi)».

Ad accompagnare le linee di indirizzo c'è anche la richiesta al ministero della Salute di costituire presso lo stesso dicastero, «ai fini del sorteggio per la composizione della Commissione esaminatrice», l'albo nazionale unico per garantire «correttezza, trasparenza ed economicità dell'azione amministrativa».

Procedure e pubblicità. La procedura di nomina dei direttori di struttura complessa secondo il documento approvato si articola in sei fasi:
- definizione del fabbisogno sotto il profilo oggettivo e soggettivo;
- avvio della procedura con la pubblicazione di avviso;
- nomina della commissione di valutazione;
- valutazione dei candidati;
- scelta da parte del direttore generale e conferimento dell'incarico;
- sottoscrizione del contratto individuale.
Naturalmente il tutto dovrà avere la massima pubblicità sia sul bollettino ufficiale della Regione che per estratto sulla Gazzetta Ufficiale, ma anche sul sito aziendale.

Definizione del fabbisogno. La definizione della posizione di struttura complessa da ricoprire è l'aspetto centrale per l'avvio della procedura e deve fare riferimento agli aspetti del governo clinico, alle caratteristiche organizzative, agli elementi tecnico-scientifici (profilo oggettivo) e alle competenze professionali e manageriali, alle conoscenze scientifiche e alle attitudini ritenute necessarie per l'incarico di direzione (profilo soggettivo).
La definizione del fabbisogno/profilo è effettuata sulla base della programmazione regionale, di quella aziendale e delle attività e degli obiettivi che la struttura complessa deve raggiungere. La caratterizzazione del fabbisogno/profilo deve essere caratterizzata anche da elementi di specificità e concretezza anche per fornire alla Commissione uno strumento adatto alla valutazione «nel modo più rispondente possibile alle necessità rilevate».

Criteri di valutazione. In linea di massima sono divisi tra curriculum e colloquio. Eventuali altre macroaree potranno essere definite dalle Regioni per esigenze di valutazione in ambiti specifici. A ciascuna macro area dovrà essere assegnato un punteggio. Nelle macroaree si potranno prevedere scale di misurazione degli elementi singoli o aggregati. La valutazione dovrà comunque mirare alla verifica dell'aderenza al fabbisogno/profilo professionale.

Commenta la notizia

Quaderni PDF

La consultazione dei quaderni di Sanità è riservata agli abbonati. Se non sei abbonato puoi acquistare il singolo quaderno

6° Rapporto sulla condizione assistenziale dei malati oncologici

Sfoglia PDF »

Sanità risponde

Invia alla nostra redazione le tue domande e consulta l'archivio dei quesiti.

Invia un quesito »

Ultimi quesiti:

TAGLI AI PERMESSI SINDACALI DELLE RSU

  • Subito dopo l'adozione del Dl di riforma della Pa è nata una questione piuttosto delicata e...

I DOVERI DEI CONSULENTI

  • Nella struttura ospedaliera dove esercito vengono spesso chiamati dei consulenti i quali si...
Vedi tutti i quesiti »