
Tredici punti di cui quattro argomenti prioritari nello schema di lavoro messo a punto dalle Regioni per avviare la discussione sul Patto per la salute 2013-2015:
Azioni prioritarie:
- Fabbisogno e finanziamento
- Riordino delle cure primarie
- Ticket ed esenzioni
- Declinazione dei LEA di cui al DPCM 29.11.2001
Argomenti specifici da definire tramite modifiche normative o accordi:
-Farmaceutica
-Dispositivi medici
-Problematiche del personale dipendente
-Tariffe, Tuc e Mobilità interregionale
-Rapporti Servizio Sanitario Nazionale ed Università
-Riorganizzazione della rete ospedaliera
-Investimenti
-Piani di rientro
-Residenzialità socio-sanitaria extraospedaliera
-Strutture di ricovero sanitarie extraospedaliere
E una premessa in cui si traccia la sintesi delle problematiche che le Regioni dovranno discutere al tavolo con il Governo:
Fabbisogno
il decreto legge 78/2010, convertito in legge 122/2010 e il decreto legge 98/2011, convertito in legge 111/2011 - manovra di luglio - hanno previsto:
- Per l'anno 2010: un effettivo aumento delle risorse per il Servizio Sanitario Nazionale pari a 250 milioni, a fronte dei pattuiti 550 milioni. I restanti 300 sono subordinati al realizzarsi delle economie relative alla spesa farmaceutica.
- Per l'anno 2011: una decurtazione delle risorse per il SSN di 418 milioni a fronte del blocco dei contratti e delle convenzioni e una riduzione di 600 milioni in funzione delle disposizioni di razionalizzazione della spesa farmaceutica.
- Per l'anno 2012: una riduzione del Finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale di 600 milioni per la razionalizzazione della spesa farmaceutica oltre ad una ulteriore riduzione prevista in 1.132 milioni di euro per il blocco dei contratti e delle convenzioni.
Il fabbisogno riconosciuto determinato aggiungendo al valore dell'esercizio precedente la maggiorazione prevista nel vigente Patto per la Salute nella misura del 2,8 % risulta pertanto pesantemente ridotto (circa 1,75%) a causa delle manovre correttive;
- Per gli anni 2013 e 2014: il fabbisogno riconosciuto è stato rideterminato applicando gli incrementi previsti dalla manovra, rispettivamente nelle misure dello 0,5 % e dell' 1,4 %. La crescita risulta pertanto inferiore al PIL nominale negli stessi anni (+3,3% e 3,4%). Le misure di contenimento della spesa sono state stimate in 2.500 mln per l'anno 2013 e in 5.450 mln per l'anno 2014. Tali misure saranno definite con un'intesa, ai sensi della Legge 131/2003 fra Stato e Regioni, entro il 30 aprile 2012.
La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome del 1° settembre 2011 ha formulato una proposta emendativa, non recepita, volta al reintegro integrale dei tagli previsti sulla sanità e al conseguente incremento del fabbisogno sanitario nazionale per l'anno 2013 di 2.500 mln di euro e per l'anno 2014 di 5.000 mln di euro.
Edilizia sanitaria - ex. art. 20 legge 67/1988
Le risorse dell'art. 20 sono state de finanziate, in contrasto con quanto previsto dall'art. 1 comma 8 del Patto per la Salute che prevedeva un incremento di 1 miliardo di euro per gli investimenti di adeguamento strutturale e tecnologico del Servizio Sanitario Nazionale.
La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, già nella manovra estiva dello scorso anno (legge 122 del 2010), aveva previsto che dalle riduzioni venissero escluse le risorse per edilizia sanitaria destinate ad investimenti (558,7 milioni di euro per l'anno 2011 e 1.161,2 milioni di euro per l'anno 2012). Con successivo DPCM del 28 gennaio 2011 sono stati recepiti i criteri relativi a tali riduzioni ma non sono stati finanziati gli accordi di programma per investimenti in sanità.
I tagli lineari hanno comportato l'impossibilità di definire tutti gli Accordi di Programma presentati dalle Regioni.
Le Regioni ritengono pertanto imprescindibile prevedere un piano di investimenti caratterizzato da assegnazione e messa a disposizione di risorse certe, che consentano di realizzare quei necessari programmi di realizzazione della rete di servizi, in grado di ottimizzare la gestione degli stessi. Da ultimo, l'accordo governo-regioni sul trasporto pubblico locale del 21/12/2011, prevede che a fronte di un finanziamento di 148 milioni per il TPL delle risorse già destinate all'edilizia sanitaria, il governo si è impegnato a sbloccare entro un mese dall'accordo le risorse per l'edilizia sanitaria.
Ticket
Legge 220/2010: Il livello del finanziamento del SSN è stato incrementato di 347, 5 milioni di euro per l'anno 2011 limitatamente ai primi 5 mesi dell' anno 2011. L'incremento ha coperto una quota (cinque dodicesimi) delle risorse residue (pari a 834 milioni) previste dal Patto per la Salute 2010-2012;
Legge n.111/2011 art. 17: ha previsto un incremento di risorse di 105 milioni per il periodo di vigenza del decreto, pertanto sono state reintrodotte le disposizioni sospese sul ticket relativo all'assistenza specialistica ambulatoriale contenute nella Legge n.296/2006 - Finanziaria 2007 - a partire dalla data di entrata in vigore della legge di conversione (17 luglio 2011). In merito alla suddetta disposizione, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome del 1° settembre 2011 ha ribadito la richiesta di reintegro del finanziamento pari a 381,5 mln di euro da reperire applicando una maggiore accisa sui tabacchi. A decorrere dal 2014 sono inoltre previsti nuovi ticket sui farmaci e sulle altre prestazioni sanitarie, per un risparmio stimato in circa 2 miliardi annui. Le misure sono aggiuntive rispetto a quelle eventualmente già disposte nelle singole Regioni. Oltre al ticket sulla diagnostica, è necessario rivedere tutto il sistema della partecipazione alla spesa.
Piani di rientro
I Piani di rientro della spesa sanitaria, parte integrante dello specifico Accordo fra lo Stato e la Regione, sono finalizzati a ristabilire l'equilibrio economico-finanziario delle Regioni interessate: l'intero procedimento di attuazione e di monitoraggio dei Piani è incentrato sugli aspetti economico -finanziari, senza valorizzare un reale percorso di riorganizzazione sul territorio dell'intero sistema dei servizi sanitari.
Attualmente sono in Piano di rientro le Regioni: Abruzzo (Presidente Commissario); Molise (Presidente Commissario); Campania (Presidente Commissario); Lazio (Presidente Commissario); Calabria (Presidente Commissario); Sicilia; Puglia e Piemonte. La legge 122/2010 (DL 78/2010) ha previsto la possibilità per le Regioni che non superano la verifica per il raggiungimento degli obiettivi entro il 31 dicembre 2009, di chiedere la prosecuzione del Piano di rientro per un triennio;
- Nella manovra di luglio, Legge 111/2011 (DL 98/2011), sono previste disposizioni per la salvaguardia della cogenza dei Piani di rientro e per la procedura sostitutiva ove la Regione non rimuova gli ostacoli all'attuazione del Patto.
- La successiva manovra estiva il Decreto legge n. 138 convertito in legge n.148 del 14 settembre 2011 ha introdotto per le Regioni sottoposte ai Piani di rientro la possibilità della deroga al blocco del turn over previo accertamento dei tavoli tecnici della necessità di assicurare il mantenimento dei LEA.
I piani di rientro a cinque anni dalla loro introduzione necessitano di una revisione delle regole di gestione
IL TESTO DELLA BOZZA DI LAVORO DELLE REGIONI