
Niente visite dal medico di famiglia il 10 e il 13 febbraio, e niente chiamate urgenti alla guardia medica l'11 e il 12 febbraio. I medici di medicina generale della Fimmg hanno proclamato oggi 4 giorni di sciopero contro la manovra Monti, per difendere l'autonomia dell'Enpam, l'ente previdenziale dei medici. Il 10 e il 13 febbraio chiusi dunque gli studi medici: saranno effettuate solo le prestazioni indispensabili. Stesso discorso l'11 e il 12 per la guardia medica e l'emergenza territoriale 118.
Lo ha deciso il Consiglio nazionale del principale sindacato di categoria, riunito a Roma questa mattina. «I medici di famiglia, di fronte alla grave crisi economica, non si sono sottratti alla propria parte di sacrifici, ma non si faranno scippare i propri risparmi»: spiega così, il segretario nazionale della Fimmg, Giacomo Milillo, le ragioni della protesta che prevede quattro
giorni di sciopero per il prossimo febbraio. «Ci sentiamo costretti ad avviare queste azioni di lotta sindacale - ha aggiunto Milillo - in quanto il Governo, in sede di approvazione della manovra, non solo ha detto no alle nostre
richieste, ma non ci ha dato nessuna garanzia di ascolto, abbiamo solo chiesto di poter utilizzare i nostri risparmi previdenziali per affrontare eventuali necessità così come il buon padre di famiglia fa con i risparmi che ha messo da parte».
Milillo ricorda che «quando i medici tanti anni fa hanno deciso di accettare la privatizzazione del proprio ente di previdenza, l'Enpam, in cambio della gestione autonoma hanno rinunciato all'ombrello protettivo dello Stato. Il nostro meccanismo previdenziale - conclude Milillo - è virtuoso e non pesa sulla collettività, garantisce inoltre equità e solidarietà ai propri iscritti e alle loro famiglie in caso di bisogno (morte o invalidità) senza gravare in nessun modo sull'Erario».
«Il Sumai-Assoprof è pronto a concordare, insieme alla Fimmg e agli altri Sindacati che vorranno aderire, azioni sindacali e scioperi a difesa dell'Enpam», ha affermato Roberto Lala, segretario nazionale del Sumai-Assoprof (Sindacato Unico Medicina Ambulatoriale Italiana e Altre Professionalità).
«L'ultima manovra - specifica Lala - ha visto un attacco insensato e senza precedenti alle nostre pensioni. Il nostro Ente è solido, non grava sul bilancio dello Stato, anzi contribuisce attivamente, ha un sistema equo e virtuoso e sta chiedendo esclusivamente di poter utilizzare il proprio patrimonio per affrontare in sicurezza eventuali necessità previdenziali future».
«L'autonomia dell'Enpam - conclude - è seriamente messa a rischio e il Governo non ha ancora voluto ascoltarci. Ed è proprio per difendere la gestione autonoma dei nostri risparmi che ci troviamo obbligati ad attivare e concordare analoghe iniziative rispetto a quanto annunciato dalla Fimmg».