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18 ottobre 2011 - ore 16,13
Cloud computing in sanità: una sfida per migliorare i servizi


Il cloud computing applicato alla Sanità è un giano bifronte: da una parte frutta l'abbattimento dei costi, dall'altra impone massimo rigore nella tutela dei dati e della riservatezza. A tracciare un quadro delle ultimissime frontiere dell'informatica, in occasione del convegno "Cloud computing: una sfida per migliorare i servizi", è, oggi, un team di esperti italiani e internazionali ospitati a Castelfranco Veneto dalla Ulss di Asolo. Un appuntamento che costituisce la prima di una serie di sessioni, che proseguirà con la riunione di Global Forum del prossimo 7-8 novembre a Bruxelles e con un terzo convegno a Tel Aviv, a febbraio 2012.


Padroni di casa, il Dg della Ulss 8 Renato Mason e il presidente di Forum P.a. Carlo Mochi Sismondi. Secondo cui il "cloud" rappresenta un'occasione unica per la pubblica amministrazione, in termini di crescita della qualità e di opportunità culturale per superare le resistenze di un ambiente ancora troppo "burocratizzato".


E se negli Usa, come ha spiegato Burton Lee della Stanford University School of Engineering (California) «ormai è fiorente il mercato della Sanità in rete che integra i device mobili con i sensori per la rilevazione dei dati corporei e la rete e il web per inviare i dati al cloud e quindi agli specialisti sanitari», in Europa - dove il cloud computing è ancora futuribile e non si può ancora ragionare in termini di benefici economici - ci sono buone prospettive. "Importante, soprattutto nel contesto europeo, dove la concorrenza tra fornitori privati non è ancora sviluppata come negli Stati Uniti, è agire sulla regolamentazione in modo tale da evitare il monopolio nella fornitura dei servizi in cloud computing".


«Del resto - ha commentato Mario Po', direttore amministrativo ad Asolo - il cloud computing si presta a essere applicato anche nelle aziende meno evolute, che possono infatti fare a meno di una piattaforma tecnologica e limitare così la dimensione della struttura Ict aziendale».


Infine, focus sulle criticità: «Il problema vero - ha spiegato Paolo Balboni dell'Istituto Italiano Privacy, European Privacy Association e Ict Legal Consulting - è la grossa fluidità delle regole legali, cioè la presenza di legislazione che non facilita la migrazione verso il cloud e che richiede un adeguamento sempre più veloce in termini di trattamento dei dati personali e privacy».