
La Fondazione Enpam chiude il 2010 con un utile di 1,137 miliardi di euro e un patrimonio netto in crescita che si attesta sugli 11,443 miliardi di euro (nel 2009 era di 10,305 miliardi). I dati sono contenuti nella proposta di bilancio consuntivo deliberata dal Consiglio di amministrazione della cassa di previdenza dei medici e deì dentisti italiani.
Il documento verrà sottoposto all'approvazione del Consiglio nazionale dell'ente il 25 giugno 2011.
Le entrate contributive (+5,36%), cioè i contributi pagati dagli iscritti,
sono aumentate più di quanto siano cresciute le spese per le prestazioni previdenziali (4,26%), ovvero le pensioni.
Il patrimonio garantisce una riserva tecnica di 27,4 annualità, calcolate in base alla norma che ha privatizzato l'Enpam (l'obbligo è di 5 annualità)2. Questo parametro è in costante crescita da quando l'ente è diventato una Fondazione. La riforma per garantire l'applicazione degli ulteriori parametri di sostenibilità stabiliti dalla Finanziaria 2007 è in fase di definizione in questi mesi.
La redditività delle attività finanziarie nel loro complesso è stata del 4,38% (4,09% netto). Nonostante le svalutazioni legate a titoli strutturati, le immobilizzazioni finanziarie e le attività finanziarie che non costituiscono immobilizzazioni (titoli, azioni, partecipazioni, altri investimenti) hanno prodotto una redditività lorda deI 4,55% (2,67% al netto dei costi di gestione e delle imposte). Per quanto riguarda il settore del mattone si segnala che le partecipazioni in società e fondi imrnobiliari hanno prodotto una redditività lorda del 4,89%, corrispondenti a un netto del 4,38%. Questa percentuale è di molto superiore all'1,17% netto guadagnato sugli immobili direttamente di proprietà della Fondazione (la redditività lorda è del 5,93% ma vanno sottratti costi di manutenzione, gestione e imposte molto elevati). Non a caso nell'ultimo anno l'Enpam ha aumentato gli investimenti in fondi immobiliari, più remunerativi, mentre ha gettato le basi per una progressiva dismissione degli edifici posseduti direttamente. La Fondazione ha anche riportato "in casa" la gestione di questi immobili (affidando il compito alla controllata Enpam ReaI Estate SrI) con lo scopo di ridurre i costi e migliorare i risultati.
Per una questione di trasparenza verso gli iscritti, pur non essendo obbligata dalla legge, la Fondazione neI 2008 ha accantonato 400 milioni di euro in un "Fondo oscillazione valori mobiliari" per fare in modo che la diminuzione di valore di alcun titoli a rischio capitale o contrattuale (fra cui le obbligazioni legate a Cdo) fosse chiaramente visbile in bilanoo. Si noti, tuttavia, che ad oggi la Fondazione non ha subito alcuna "perdita" perché le eventuali perdite se ci saranno si materializzeranno solo quando quei titoli arriveranno a scadenza Nel frattempo, grazie a interventi di ristrutturazione e al buon andamento del mercato, la situazione è migliorata. Il riflesso di questo miglioramento è la nduzione del "Fondo oscillazione valori mobiliari", passato dai 400 rnlioni di euro del 2008 ai 329 milioni di euro nel 2009 fino ai 296 milioni deI 2010. Nel primo quadrimestre del 2011 c'è stata un'ulteriore ripresa di valore d crca 15 milioni di euro.
L'utile d'esercizio al 31 dicembre 2010 è stato migliore (+231 milioni di euro) rispetto al bilancio d previsione. L'avanzo è stato nvece inferiore rispetto a quello realizzato nel 2009 (1,312 mliardi). Le due annate non sono però confrontabihi Il 2009, infatti, ha risentito di entrate straordinarie importanti, dovute in gran parte al rinnovo del contratto nazionale dei medici di medicina generale e al conseguente pagamento due anni fa di consistenti arretrati relativi al periodo 2006-2008 Il bilancio 2010, d'altro canto, registra anche il costo di 84 milioni di euro per le ristrutturazioni di titoli mobiliari.
Tuttavia questa spesa sta producendo vantaggi anche nel 2011 (+ 15 milioni d euro di ripresa di valore) ed è destinato a produrne anche in futuro.
L'Enpam può contare su un ingente patrimonio. Tuttavia i conti della Fondazione sarebbero ancora migliori se potessero essere portate a bilancio anche le cosiddette "plusvalenze non iscrivibili". Queste plusvalenze segnalerebbero che ha Fondazione ha in realtà un portafoglio finanziario più ricco di 162 milioni di euro e possiede immobili che valgono 2 miliardi di curo in più di quanto risulta dal bilancio.