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17 giugno 2010
Manovra: Parlamento e Governo ascoltano le Regioni


Incontro ieri al Senato, di una delegazione di presidenti delle Regioni, guidata da Vasco Errani, con il Pdl e poi con i gruppi di opposizione (Pd, Idv e Udc). La richiesta: modificare la manovra all'esame di Palazzo Madama, perché i tagli previsti mettono a rischio i servizi. Erano presenti anche i presidenti della Lombardia, Roberto Formigoni, del Lazio, Renata Polverini, del Molise, Michele Iorio, della Basilicata, Vito De Filippo. Ai gruppi è stato consegnato il documento approvato all'unanimità il 15 giugno dai presidenti delle Regioni e nel quale la manovra viene definita irricevibile.


«Mi sembra che si stia facendo strada la consapevolezza vera delle buone ragioni che le Regioni stanno proponendo sia nelle forze sociali sia nelle forze parlamentari», ha sottolineato il presidente della conferenza delle Regioni Vasco Errani. Errani ha ribadito che i governatori pongono «un problema che non attiene alla lotta agli sprechi, questione che ogni Regione deve interpretare fino in fondo. Si parla di tagli ai servizi ai cittadini, all'industria».

«Questa manovra va riequilibrata - ha aggiunto - chiediamo ai gruppi parlamentari di fare azioni per riequilibrarla e alle forze economiche e sociali di lavorare insieme per costruire un'iniziativa che dia più equità a cittadini e imprese». Per questo Errani ha annunciato, dopo quello di ieri, nuovi incontri con le forze economiche e sociali nei prossimi giorni.

Il capogruppo Pd, Anna Finocchiaro, ha affermato che «'non si capisce l'accanimento della manovra su Regioni e Comuni che sono chiamati a sostenerne il peso più di quanto non tocchi all'amministrazione centrale»'. Anna Finocchiaro ha poi detto che incontrerà il capogruppo Pdl, Maurizio Gasparri, per «capire se sia possibile costruire un'azione comune per riequilibrare la manovra».
Gasparri, da parte sua, ha presso atto della posizione espressa dalle Regioni: «Vedremo, nell'esame in Commissione e nel confronto con il governo, quali spazi ci siano» per venire incontro alle loro esigenze ha detto. «Le Regioni ritengono eccessivi i tagli e chiedono una rimodulazione tra i diversi comparti. Sono consapevoli che la manovra vada fatta e che i saldi non si cambiano. I capitoli che gestiscono - ha concluso Gasparri - sono importanti, dalla sanità al trasporto pubblico, alle politiche per la famiglia. E' necessario confrontarci e discutere».


«Silvio Berlusconi ha preso nota di tutto, ci ha detto che la cifra totale della manovra non possiamo cambiarla, perché siamo vincolati dall'Ue ma ci lavoriamo per ripartirla diversamente», ha affermato poi il presidente della Lombardia Roberto Formigoni dopo un vertice a Palazzo Grazioli con il premier, i presidenti di altre Regioni, coordinatori e capigruppo del Pdl. «Abbiamo fatto a Berlusconi l'elenco delle priorità: dai trasporti, alle famiglie all'impresa all'agricoltura - ha spiegato Formigoni - abbiamo spiegato i nostri problemi e lui ha preso nota di tutto».

Parole confermate da Renata Polverini, Presidente del Lazio, al termine dell'incontro:«Siamo stati ascoltati da Berlusconi insieme con i capigruppo. Fermo restando che i saldi non devono cambiare c'è la volontà del presidente del Consiglio di lavorare affinché non siano le regioni a pagare un prezzo così alto».