
Il Governo tratta sul blocco del turn over per i medici e sul taglio delle piccole farmacie previsti dalla manovra. Trattative avviate o appena promesse, che tuttavia continuano a non bastare a sindacati e farmacisti. Mentre il clima politico si surriscalda con il centrosinistra che contesta l'intero capitolo sanità della manovra e oggi in aula alla Camera è pronto a dare battaglia contro il Ddl sulla "governance sanitaria", che almeno per la liberalizzazione della libera professione intramoenia non dispiace a gran parte dei medici.
Dal Ddl, su cui incombe una pioggia di emendamenti, dovrebbe essere cancellata l'età pensionabile a 70 anni per i medici. Ieri il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, in risposta alle preoccupazioni sul pericoloso arretramento espresse dagli oncologi, non ha escluso che possano esserci dei «distinguo» per l'oncologia alla voce "blocco del turn over" e che spenderà tutto il suo «impegno personale». Ma i conti devono tornare, ha aggiunto. Fatto sta che i sindacati hanno detto che «non esistono malati figli di un dio minore» e che occorre vedere nell'insieme il problema del pericoloso depauperamento del Ssn provocato dallo stop al turn over: cardiologia, emergenza, terapie intensive, radiologia, ma non solo, sono altrettanti nervi scoperti dell'assistenza che rischiano seriamente di svuotare i reparti ospedalieri. Lo spiraglio da parte del ministero è intanto stato aperto. I sindacati medici, che hanno proclamato due giorni di sciopero il 12 e il 19 luglio, il 16 giugno saranno in camice davanti al Senato.
Non meno facile la trattativa con i farmacisti. Ieri Federfarma, riunita per sette ore in assemblea nazionale convocata d'urgenza, ha avuto un primo incontro al ministero della Salute, che ha confermato la disponibilità ad ammorbidire i tagli per le farmacie rurali. Ma alle farmacie non basta: «Per noi questa manovra è inaccettabile», afferma il presidente di Federfarma, Annarosa Racca. È stato intanto aperto un tavolo ad hoc, in attesa dei risultati del tavolo regioni-governo sui farmaci previsto dal «patto» che si riunirà domani, decisivo per gli emendamenti da proporre al Senato.