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3 giugno 2010
Governo clinico: il testo unificato in aula alla Camera da lunedì 7 giugno


Approda all'aula della Camera lunedì 7 giugno il disegno di legge sul governo clinico nel testo rivisto e corretto dalla commissione Affari sociali dopo le critiche della commissione per le Questioni regionali e della Ragioneria generale dello Stato.

«Lunedì ci sarà la discussione generale e martedì inizierà a votare», ha precisato il presidente della commissione Giuseppe Palumbo (Pdl).
Sulle modifiche Palumbo sottolinea che «l'importante era che non cambiasse l'impostazione generale della legge».

Tra le principali novità introdotte «il collegio di direzione che diventa un organo dell'azienda e darà il suo parere sulle decisioni del direttore generale», la «regolamentazione della libera professione», l'introduzione di un articolo «che permette di chiedere il pensionamento a 70 anni, sul quale però deciderà l'Aula». Senza contare poi «il cambiamento dei concorsi, con la presentazione di una terna di nomi tra i quali i manager potranno scegliere, e un maggior controllo nella scelta stessa dei manager, che dovranno, ad esempio, avere almeno 5 anni di esperienza».


Prime critiche tuttavia già in arrivo dai sindacati. Il disegno di legge «cancella ogni possibilità di valorizzazione della professionalità dei medici nel governo aziendale, penalizza chi ha scelto l'esclusività di rapporto, e ai cittadini riduce le garanzie per liste di attesa e libera professione», ha detto Massimo Cozza, segretario nazionale Fp-Cgil medici.


Manovra e Ddl insieme, aggiunge, «rappresentano una miscela esplosiva a danno della sanità pubblica, dirottando nel privato medici e cittadini». La libera professione intramuraria, «vantaggiosa per la qualità del lavoro medico e con regole di trasparenza nei confronti delle liste di attesa per i cittadini, viene penalizzata dalla possibilità data alle aziende di non attivarla e dall'aumento nelle tariffe della quota da destinare all'azienda, con l'aggiunta dei costi per l'ammortamento e per la manutenzione delle apparecchiature». In più il suo allargamento anche «negli studi e nelle strutture private non convenzionate con minori garanzie per i cittadini, determinerà il passaggio alla 'esclusivita» dei circa 5.000 medici attualmente in extramoenia, che potranno cosà avere anche l'indennità economica della esclusività, a danno dei fondi contrattuali di chi oggi è in intramoenia (circa 50 milioni di euro)«. Introdurre »il pensionamento a 70 anni (che diventa a 71 effettivi con il DL 78), con discrezionalità aziendale per il prolungamento da 67 a 70« creerà un »danno della carriera dei medici senza incarichi apicali« oltre che alla »stabilizzazione dei precari«, senza contare la possibilità di e con la possibilit. di continuare a lavorare a lavorare oltre i 70 anni per i professori universitari impegnati in progetti di ricerca».
Quanto alla nomina dei direttori di struttura complessa (ex primari), poi, «continua a scegliere il direttore generale, nominato dalla politica, anche se nell'ambito di una terna proposta dalla Commissione».