SANITA' Richiedi una copia omaggio
TUTTE LE RIVISTE IN PDF
  Da:  A:  
<< INDIETRO
IN PRIMO PIANO
stampa invia in email | ingrandisci testo riduci testo
31 maggio 2010
Manovra: i medici perdono fino a 5mila euro


Una perdita secca - e irrecuperabile - tra 3milae oltre 5mila euro procapite lordi l'anno a seconda dell'anzianitàe della qualifica per medicie dirigenti non medici e di oltre mille euro in media per il personale non dirigente del servizio sanitario nazionale. In tutto, 1,7 miliardi in meno: gli aumenti destinati al contratto 2010-2012 -il primo triennale dell'era della riforma Brunetta- ora annullato con le previsioni della manovra economica appena varata dal consiglio dei ministri.


A rimetterci oltre 3mila euro a testa non saranno solo i medici dipendenti, ma anche quelli convenzionati (medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e specialisti delle Asl) perché anche le loro convenzioni seguiranno la sorte del contratto che non c'è più. In busta paga per i prossimi tre anni ci sarà solo l'indennità di vacanza contrattuale: circa 10-20 euro al mese lordi. Un solo precedente, da che esiste il Ssn: il contratto del 1991-1993 che fu annullato, sempre per decreto legge, per far fronte alla crisi economica che seguì tangentopoli.


I sindacati medici già alzano le barricate: in sostanza nel triennio gli aumenti mancati - spiegati in dettaglio sul Sole-24 Ore Sanità - sono di circa 680 milioni per la dirigenza del Ssn, 1,05 miliardi per il personale e circa 420 milioni per i medici convenzionati. In tutto 2,15 miliardi, che con l'indennità di vacanza contrattuale scendonoa 1,7 miliardi.


I tagli però non finiscono qui.

C'è infatti anche quello del 5% per l'eccedenza dei redditi sopra i 90mila euro e fino a 150milae quello del 10% per le eccedenze oltre questa somma, sempre previsti nella manovra. Gli stipendi di medici e manager del Ssn sono tra quelli a rischio: i primi guadagnano tra 80mila e 113mila euro l'anno, senza contare la libera professione; i secondi tra i 130mila euro medi dei direttori sanitari e amministrativi e gli oltre 160mila dei direttori generali. Un'altra "sforbiciata" che supera i 1.000 euro per i primari e raggiunge 2mila euro per i direttori sanitari e amministrativi e 3mila per i direttori generali.