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1 marzo 2010
Governance: nuova versione del testo unificato
di Sara Todaro (da Il Sole-24 ore Sanità)


Pensionamento a 60 anni, ma con la possibilità di trattenersi in servizio fino a 70 se c'è l'assenso del collegio di direzione. Libera professione senza paletti sia per i medici che per gli operatori delle professioni sanitarie non mediche. E una bella croce sopra al servizio di ingegneria clinica che inizialmente si pensava di prevedere come obbligatorio in tutte le strutture sanitarie.

Depurato dalle tentazioni "antifederaliste" di cui lo avevano tacciato sia le Regioni che la Commissione parlamentare per le questioni regionali della Camera, il testo del Ddl sulla governance (C 799 e abb.) è pronto per il faccia a faccia con le richieste di modifica dei deputati: il termine per la presentazione degli emendamenti scade il 2 marzo. Intanto, il nuovo testo unificato da adottare come nuovo testo base, depositato giovedì scorso dal relatore Domenico Di Virgilio (Pdl), sembra aver recepito la principale critica avanzata dai governi locali in merito all'eccesso di invasività in tema di programmazione, indirizzo e regolamentazione organizzazione.

E sembra anche intenzionato a portare avanti una solitaria crociata contro i prepensionamenti unilaterali da parte delle aziende a 40 anni di contributi (ex legge 133/2008) e la rottamazione marca Brunetta, estendendo anzi anche «ai medici universitari convenzionati con il Servizio sanitario nazionale» l'esenzione già prevista per i dirigenti del Ssn. Le modifiche apportate al testo trasmesso in luglio al parere delle altre commissioni e delle Regioni lasciano sostanzialmente inalterato l'impianto complessivo del provvedimento a partire dalle novità riguardanti direttori generali e primari. Per i primi vengono previsti nuovi criteri di nomina e valutazione e l'aumento dello stipendio: come già previsto nella precedente versione il Dg dovrà guadagnare almeno il 20% in più dei propri primari, ma - aggiunge il nuovo testo - la Regione potrà ampliare la fascia dei requisiti richiesti agli aspiranti manager. Per i primari resta il previsto aggiornamento delle procedure di nomina: la terna di nomi tra cui il Dg dovrà scegliere sarà selezionata da una commissione composta dal direttore sanitario e da due esperti sorteggiati da un elenco regionale di primari appartenenti alla stessa disciplina.

In omaggio alle competenze regionali il nuovo articolato assegna ai governi locali il compito di definire le competenze del collegio di direzione e la possibilità di integrarne la composizione con le diverse figure professionali presenti in azienda. Decisamente ampliate le responsabilità dei direttori di dipartimento, dotati di un budget per la realizzazione degli obiettivi di risultato. Tra le novità anche l'apertura alla libera professione infermieristica, che dovrà attenersi alle stesse regole previste per i medici. Addio infine alla «funzione permanente dedicata al servizio di ingegneria clinica» che si voleva fosse attivato dalle Regioni in tutte le strutture sanitarie: anche su questo potranno organizzarsi come credono. Purché la manutenzione sia efficiente e renda efficienti gli acquisti.

IL TESTO