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18 gennaio 2009
Medici: Ssn da salvare
di Roberto Turno (da Il Sole-24 Ore)


Il contratto che non c'è, i rischi del «Patto per la salute» e del federalismo fiscale, il sottofinanziamento del servizio pubblico, l'invadenza della politica e le lottizzazioni di primari e manager, lo stop alla «rottamazione ». I medici aprono la «vertenza salute »: per «salvare il Ssn» e «dire no a chi vuole distruggere la sanità pubblica italiana». Martedì 19 ci sarà la prima giornata di mobilitazione con assemblee in tutti gli ospedali, con la prospettiva di uno sciopero generale a marzo, prima delle elezioni. Ma da mercoledì potrebbe aprirsi uno spiraglio, anche se ancora vago: è arrivata infatti la convocazione all'Aran e il giorno stesso è stato fissato il primo incontro ufficiale della categoria con il neo ministro della Salute, Ferruccio Fazio.


La "questione medica" torna insomma di strettissima attualità in una stagione di estrema difficoltà per la tenuta dei conti di Asl e ospedali. Partite difficili e nodi ingarbugliati da sciogliere, considerati i paletti posti dal combinato disposto di Finanziaria 2010 e «Patto», che comporteranno un giro di vite non solo per le regioni in deficit eccessivo sulle quali pende la spada di Damocle dell'extra tassazione Irpef e Irap (che peraltro pagheranno cittadini e imprese). I tagli dei posti letto e lo stop al turn over sono altre tagliole in agguato.


Non a caso i sindacati medici all'unisono hanno denunciato fin da dicembre la necessità - meglio, l'urgenza - di poderose iniezioni finanziarie aggiuntive per salvare il "soldato Ssn". Missione impossibile per le condizioni della finanza pubblica e per la crisi economica. E non solo perché il «Patto» è legge e tra Governo e regioni (tanto più nell'imminenza della tornata elettorale) a questo punto i margini di confronto sono pressoché esauriti.


Ma tant'è.Le richieste dei sindacati dei camici bianchi del Ssn sono pressanti. E pesanti: la richiesta è di accrescere la dotazione del Ssn di 10,5 miliardi nel biennio 2010-2011 e di stanziare 15 miliardi (anziché i 5 previsti) in dieci anni per la ristrutturazione e la messa in sicurezza delle strutture. Garanzia di livelli essenziali di assistenza (i Lea) adeguati e uguali per tutti gli italiani, non sono poi un semplice corollario. Come la lotta al clientelismo politico, a partire dalla nomine di primari e manager da affidare «a criteri basati esclusivamente sul merito professionale dei candidati».


Da mercoledì lo scenario sindacale potrà essere meglio chiarito. A partire dalla convocazione appena arrivata dall'Aran per la ripresa della trattativa sul contratto 2008-2009: se ce la si farà a chiudere presto, con un rinnovo che vale 452 milioni e con le spine delle sanzioni e delle modalità degli aumenti del tutto irrisolte. Il primo incontro col ministro, nella stessa giornata, potrà poi essere un termometro dell'impegno del Governo. Ma la partita, a quel punto, sarà comunque solo agli inizi.