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20 dicembre 1009
Un altro buco da 1,3 miliardi sui farmaci
di Roberto Turno (da Il Sole-24 Ore)


Conti in regola in farmacia, con "risparmi" sul budget 2009 verso i 200 milioni. Ma profondo rosso della farmaceutica in ospedale con una perdita di 1,3 miliardi, il 70% oltre il tetto. E previsioni nere per il 2010, sia nelle farmacie che negli ospedali. La spesa pubblica per i farmaci chiude i conti 2009 con un risultato a due facce e si avvia verso l'anno nuovo tra mille incertezze. Aggiungendo altri imbarazzi per i conti pubblici.


Il cda dell'Aifa (Agenzia italiana del farmaco) di giovedì, l'ultimo del 2009, è stata l'occasione per valutare la spesa per farmaci a carico dello stato e tentare le prime stime per il 2010. Che si aprirà con un rischio in più: il tetto di spesa per pillole e sciroppi scenderà ancora per la convenzionata (ospedaliera esclusa) dal 13,6 al 13,3% del budget Ssn. Una preoccupazione che, a bocce ferme, porterebbe in deficit tutti i comparti: se il buco dell'ospedaliera è a carico delle regioni, il rosso in farmacia sarà pagato dalle imprese. Mentre la protezione dei farmaci innovativi è praticamente tutta in carico agli ospedali, in maniera difforme tra le regioni. Un caso preoccupante in più di "federalismo farmaceutico". Con un altro allarme: dal 2010 i gas medicinali saranno nella "categoria farmaci", con 400 milioni in più di spesa.
Gli ultimissimi dati sul tavolo dell'Aifa riguardano i conti fino a settembre 2009. Viaggia positivamente la farmaceutica convenzionata ( farmacia, ticket, distribuzione diretta), che ha fatto segnare una spesa netta in calo dello 0,3% rispetto ai primi nove mesi 2008 e inferiore dello 0,2% al tetto del 13,6. Le ricette crescono del 2,8% e i ticket del 30,5% (soprattutto nel Lazio). Risultato finale: risparmio potenziale di 159,5 milioni, che a fine anno potrebbe sfiorare i 200 milioni. Con bilanci a macchia di leopardo per la spesa netta: calo del 6% nel Lazio e del 3,7% in Sicilia,+3,3% in Puglia e +2,6% in Piemonte.
Risultati opposti per la farmaceutica ospedaliera, che nei primi nove mesi del 2009 ha già fatto segnare una spesa di 3,155 miliardi. Il disavanzo è stato di 1,3 miliardi, col tetto programmato al 2,4% che ha toccato invece il 4,1 per cento. Tutte le regioni stanno sopra budget, col picco massimo della Sardegna (5,8%) e quello minimo di Trento (2,8%). Sommando i conti della convenzionata con quella ospedaliera, solo la Lombardia (con Bolzano, Trento e Valle d'Aosta) è sotto il tetto del 16%, mentre il rosso totale (territoriale+ospedaliera) è di 1,144 miliardi.


È da questi dati che si ripartirà nel 2010 col tavolo previsto dal «patto-salute» che per gennaio formulerà le sue proposte. Grandi lavori in corso, insomma. E grande cautela. «Nel 2009 siamo riusciti a tenere la spesa convenzionata dentro il tetto, sebbene sia stato abbassato in corso d'anno - commenta il direttore generale dell'Aifa, Guido Rasi - . Ma per il 2010 c'è grande preoccupazione». Perché il tetto cala ancora. Ma anche perché «si sta dequalificando il paniere di farmaci per la primary care» e per la spesa ospedaliera «su cui non abbiamo alcuna responsabilità di controllo, tanto meno sulle gare locali ». Di qui l'idea di spostare quanto possibile l'innovazione dall'ospedale al territorio come i farmaci biologici o «altri prodotti che i medici hanno imparato a usare». Ma sapendo che «non sarà facile rispettare il tetto del 13,3 nel 2010». Serve «una continua manutenzione dei prontuari - aggiunge Rasi -. Ricordando che l'obiettivo è sapere quanta salute si produce. Se si cercano solo risparmi e il tetto di spesa scende, a perdere sarà sempre di più il paziente».