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21 ottobre 2009
Ispettorato di Finanza: conti e intramoenia ancora non in regola
di Roberto Turno (da Il Sole-24 Ore)


Consulenze a go-go, incarichi e promozioni illegittime, premi a pioggia che neanche un temporale. E poi bilanci che fanno acqua da tutte le parti, utenze e canoni non riscossi, libera professione intramoenia dei medici senza controlli. Di mezzo c'è l'universo mondo della pubblica amministrazione: dall'Istruzione alla Salute, dalle Università agli uffici territoriali del Governo, passando per il Corpo forestale dello Stato e l'«indennità 700 metri» che non si nega a nessuno, gli enti previdenziali, le agenzie regionali o le Autorità portuali. Benvenuti al gratta e vinci dei fondi pubblici, dove qualcuno vince sempre in barba ai conti che poi non tornano mai.
Perché non è vero che non c'è più niente da raschiare dal fondo del barile degli sprechi pubblici. Provare per credere, basta compulsare le 107 pagine della Relazione per il 2008 dell'Ispettorato generale di Finanza della Ragioneria generale dello Stato. Uno spaccato eloquente della cattiva gestione, e perfino del malessere, che continua a serpeggiare nel corpaccione della Pa.


E se la Giustizia -come anticipato ieri da «Il Sole 24 Ore» - sembra fare la parte del leone delle "dissonanze" gestionali, gli 007 della Ragioneria non hanno certo lesinato critiche a tutte le amministrazioni. Giusto per procedere in ordine sparso, la Sanità merita una citazione straordinaria: manca spesso una contabilità separata della libera professione intramoenia dei medici nei propri studi (Alpi), e dunque stabilire l'equilibrio tra costi e ricavi è impresa impossibile. Gli stessi «tempi e volumi» dell'Alpi non vengono controllati se non ci sono gli organismi di controllo e capitano, strana coincidenza, proprio durante l'orario di servizio.


Intanto le liste d'attesa crescono, e si va a pagamento. Ma ancora c'èil (mal)vezzo di Asle ospedali di affidare consulenze senza selezioni comparative, mentre restano scottanti i capitoli di affidamento e gestione di contratti d'appalto per lavori, servizi e forniture, e nei magazzini degli ospedali crescono «disfunzioni e carenze», comprese quelle per la distribuzione diretta dei farmaci.


Ma sprechi e disservizi si annidano dappertutto. Come negli Uffici territoriali del Governo: dall'erogazione «a pioggia» del Fondo per l'efficienza (sic) dei servizi, fino al mancato pagamento da parte dei concessionari temporanei degli alloggi di servizio delle bollette di gas, acqua, luce, riscaldamento, perfino del canone Tv. O ancora, gli istituti scolastici: dove possono mancare anche da anni i bilanci consuntivi e magari per abbellirli vengono iscritti «ingenti residui attivi che ne alterano le risultanze ». E che dire delle Autorità portuali, contestate per «carenze e irregolarità » nei sistemi contabili adottati, nel disordine nella tenuta dei registri dei beni e delle pertinenze demaniali, per le solite consulenze «indebite » e perfino per la le mancate sanzioni ai concessionari morosi? Perla tra le perle, ecco anche le Università e l'affidamento di incarichi professionali per progettazione e direzione lavori a propri docenti, a tempo pienoo definito, remunerati alla pari degli incarichi assegnati a professionisti esterni «con tariffe professionali di gran lunga superiori alla misura degli emolumenti previsti per il personale degli uffici interni ». Ma i premi a raffica sono contestati anche alle aziende di servizi pubblici, alle agenzie regionali le solite consulenze in eccesso. Mal comune, si direbbe, ma nessun gaudio. Almeno per i conti pubblici e per chi le tasse le paga tutte e per intero.