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28 settembre 2009
Influenza A: ok ai vaccini Novartis e Glaxo
di Barbara Gobbi (da Il Sole-24 Ore)


Via libera dell'Agenzia europea del farmaco ai primi due vaccini contro l'influenza suina. A tagliare il traguardo sono i sieri Focetria e Pandemrix, prodotti rispettivamente da Novartis e GlaxoSmithKline, che ieri hanno ricevuto il nulla osta ufficiale del Comitato Emea per i medicinali destinati a uso umano. Ora, per l'immissione in commercio, non resta che attendere il visto formale della Commissione europea e le singole autorizzazioni dei Paesi Ue.


I trial clinici non sono ancora conclusi, ma l'Emea ha detto sì sulla base di una serie di parametri di sicurezza già accertati. Altri produttori, compresi AstraZeneca e Sanofi-Aventis, stanno lavorando al vaccino.
Per assicurare la disponibilità di vaccini entro l'autunno, quando nel nostro emisfero è previsto l'arrivo massiccio della pandemia, l'autorizzazione ai primi due prodotti ha seguito un iter semplificato. Entrambi i sieri, infatti, sono stati approvati seguendo l'approccio "mock-up", basato su un siero già predisposto e testato per altri virus (in questo caso, l'A/H5N1, cioè l'aviaria) e poi "aggiustato" sostituendo le componenti antigeniche con quelle del ceppo virale responsabile dell'attuale pandemia (l'A/H1N1). Secondo gli esperti, infatti,l'inserimento di un nuovo ceppo non dovrebbe influenzare in modo sostanziale la sicurezza o il livello di immunizzazione.


I due vaccini autorizzati contengono inoltre degli adiuvanti, per potenziare la risposta immunitaria nei destinatari del farmaco. Che potrà essere somministrato, precisano ancora dall'Emea, tanto ai bambini dai sei mesi in su quanto alle donne in gravidanza e agli adulti. Anche se si raccomandano ai produttori ulteriori test di sicurezza e monitoraggio.


Per il momento il comitato di esperti dell'Emea suggerisce una vaccinazione in due fasi, a intervalli di tempo di almeno tre settimane. Ma poiché i primi test mostrano che già una sola dose potrebbe essere sufficiente, presto le indicazioni Emea potrebbero essere riviste in questo senso. Questione di non poco conto, su cui c'è grande attesa nei singoli paesi, Italia compresa. Il nostro ministero ha infatti programmato di acquistare da Novartis e Sanofi- Pasteur 48 milioni di dosi, con l'obiettivo di vaccinare il 40% della popolazione. Nel caso in cui fosse sufficiente una sola somministrazione, e non un richiamo vaccinale, un numero doppio di italiani potrebbe avere accesso alla profilassi.


La scarsità di vaccini è un problema globale: proprio nei giorni scorsi l'Organizzazione mondiale della sanità ha confermato che il mondo è in grado di produrre in un anno circa 3 miliardi di dosi di vaccino pandemico contro l'influenza A, pari a meno della metà della popolazione. Il tetto di 5 miliardi di dosi l'anno è dunque ben lontano, ma se bastasse una dose raddoppierebbe di fatto il numero di persone che possono essere protette.
L'ultimo "warning" riguarda infine i farmaci antivirali, per cui i tecnici dell'Oms raccomandano un «ricorso tempestivo, soprattutto per i pazienti ad alto rischio, in grado di sviluppare complicanze, con una malattia grave o con sintomi in peggioramento».