Accessibilità (accessibility)
In termini generali indica la possibilità per
l'utente di utilizzare un servizio. Come criterio per valutare la qualità
dell'assistenza, va interpretato in funzione di quattro parametri generali:
tempo, luogo, quantità e costo. La condizione fondamentale rappresentata
dal diritto di accedere a una determinata prestazione e/o servizio.
In questo senso l'accessibilità deve essere intesa come la possibilità
del singolo utente (o di un gruppo omogeneo di utenti) di usufruire
del servizio di cui ha bisogno nel tempo e nel luogo più opportuno,
in quantità adeguata e nel limite delle risorse disponibili.
Accettabilità (acceptability)
Si riferisce al livello di coerenza con i principi
morali ed etici di riferimento, in particolare all' opinione degli
utenti nei confronti dell'eventuale ricorso a un servizio o a una prestazione
sanitaria. Nel campo della valutazione della qualità dell'assistenza,
il termine rappresenta una delle componenti della qualità stessa che
può essere considerata da almeno tre punti di vista: da quello degli
utenti, dei professionisti, della società.
Adeguatezza
E' il processo di valutazione, sistematico e periodico, svolto da
un'agenzia esterna che si pone l'obiettivo di verificare l'esistenza
di requisiti predeterminati relativi alle condizioni strutturali,
organizzative e di funzionamento che determinano la qualità dell'assistenza.
Si possono distinguere due modalità principali di accreditamento:
regolamentazione pubblica (lo Stato si assume la responsabilità diretta
di definire gli standard/criteri, di ispezionare obbligatoriamente
i servizi che vogliono operare in regime "pubblico", e,
sulla base dei risultati ottenuti, eroga finanziamenti o dà accesso
a rimborsi. E' il modello adottato in Italia e in Spagna);
autoregolamentazione (Un'Agenzia professionale indipendente stabilisce gli standard/criteri e ne monitorizza l'adeguamento da parte di strutture che volontariamente decidono di entrare nel sistema, potendo o meno lo Stato riconoscere il risultato della valutazione in funzione della erogazione di finanziamenti. E' il modello adottato nei Paesi anglosassoni).
In Italia l'accreditamento risponde dunque alla necessità di identificare
e abilitare chi può lavorare "in nome e per conto" del
Servizio sanitario nazionale. La riforma ha disegnato una procedura
in tre
fasi:
- Autorizzazione: sia le strutture nuove, sia quelle che intendono
modificare il loro assetto devono dimostrare di possedere precisi
requisiti strutturali e di qualità per essere autorizzate a esercitare
qualsiasi attività sanitaria. L'apertura delle nuove strutture subordinata
anche alla verifica dell'effettivo fabbisogno rispetto alla programmazione
territoriale.
- Accreditamento istituzionale: il secondo esame da superare per
rientrare nell'albo dei possibili erogatori di prestazioni per conto
del Servizio sanitario pubblico. E' subordinato al possesso di una
serie di ulteriori requisiti rispetto ai precedenti che documentino
la capacità di rendere servizi di livello qualitativamente superiore:
i criteri di valutazione sono stabiliti a livello nazionale; la determinazione
dei requisiti spetta, invece, alle singole Regioni.
- Accordi contrattuali: sono il vero passaporto per il Servizio sanitario
nazionale. Si tratta dei "contratti" sottoscritti tra Regioni
e strutture erogatrici in cui si specifica la quantità di prestazioni
da erogare e i relativi costi: chi non li rispetta perde l'autorizzazione
a lavorare col Servizio sanitario nazionale.
I contesti in cui si usa la parola "accreditare" sono quattro:
Contesto Decreto Legislativo 502/92 (art. 8 comma 7) e successive
modifiche e integrazioni: 'instaurazione di nuovi rapporti fondati
sul criterio dell'accreditamento delle istituzioni, sulla modalità
di pagamento a prestazione e sull'adozione di sistemi di verifica
e revisione della qualità delle attività e delle prestazioni....'
Compete alle Regioni la introduzione di sistemi di sorveglianza e
di strumenti e metodologie per la verifica della qualità dei servizi
che, a partire dalla autorizzazione ad operare già posseduta (requisiti
minimi).
Contesto: accreditamento professionale.
Attivato dalla Società Italiana di VRQ, da società scientifiche e
da gruppi di professionisti, di natura volontaria, secondo il modello
dei paesi anglofoni, realizzato mediante visite scambievoli fra pari.
Tale modalità di verifica della qualità deve integrarsi con l'accreditamento
istituzionale.
Il contributo dei professionisti al miglioramento della qualità delle
prestazioni fondamentale in relazione alle specifiche attività del
processo assistenziale.
Contesto: enti di certificazione:
Gli enti per potersi proporre come verificatori dei requisiti previsti dalle Norme UNI EN ISO (certificazione di parte 3), debbono essere accreditati come idonei da un ente sovraordinato (per l'Italia il SINCERT).
Contesto: accreditamento laboratori di prova.
I laboratori che 'provano' materiali e tecnologie, secondo la normativa internazionale debbono essere accreditati a farlo. Si applicano ad essi le norme della serie EN ISO 45000.
Appropriatezza
E' uno dei principali criteri guida introdotti
dalla riforma per la definizione dei livelli di assistenza da assicurare
su tutto il territorio nazionale: il servizio sanitario pubblico non
erogherà a suo carico prestazioni che non soddisfino tale principio.
Una delle applicazioni pratiche l'obbligo, esteso esplicitamente anche
a ospedalieri e specialisti, di rispettare le norme che regolano la
prescrivibilità dei farmaci. I medici non potranno prescrivere medicinali
non concedibili dal Ssn utilizzando il ricettario "rosa" dell'azienda
sanitaria, non potranno ignorare eventuali note limitative che indicano
le patologie per le quali il farmaco a carico del servizio pubblico.
Assistenza indiretta
E' quella che il cittadino utilizza quando il
servizio pubblico non può garantire una determinata prestazione. La
riforma del Ssn ne prevedeva la soppressione entro 18 mesi almeno per
quanto riguarda i ricoveri e le prestazioni specialistiche ambulatoriali:
i nuovi criteri di erogazione delle prestazioni per conto del Servizio
sanitario nazionale garantiscono già la qualità e la quantità di cure
necessarie a coprire il fabbisogno in tali settori.
(La Finanziaria 2001 ne ha disposto la proroga fino al 31 dicembre).
Per la restante "indiretta" (come l'assistenza protesica e
le cure termali) le Regioni sono autorizzate a rimborsare fino al 50%
delle tariffe corrisposte per la stessa prestazione erogata direttamente
a carico del Servizio sanitario nazionale. Non cambiano le regole per
l'assistenza all'estero, già oggi basata su una serie di autorizzazioni
e di riscontri il cui elenco può essere richiesto presso gli appositi
uffici di ogni azienda Usl.
Audit
E' l'attività di verifica di tipo professionale,
basata sulla documentazione clinica, volta a valutare, in modo volontario,
retrospettivo e in base a criteri predefiniti, le azioni compiute in
contesti e tempi determinati. Il termine spesso usato come sinonimo
di revisione tra colleghi o tra pari (Peer Review) e anche di VRQ (Verifica
e Revisione di Qualità).
Include le procedure utilizzate per la diagnosi e il trattamento, l'uso
delle risorse, gli outcome risultanti e la qualità della vita per i
pazienti. Esistono vari strumenti per il monitoraggio di standard nell'erogazione
delle cure:
Medical Audit - valutazione degli elementi che dipendono dal giudizio medico
Clinical Audit - valutazione degli elementi che non dipendono dal giudizio medico
Professional Audit - valutazione degli elementi che dipendono dall'attività
di professionisti sanitari non medici
Service Audit - valutazione complessiva del servizio erogato
Azienda
E' un sistema di processi economici che si svolgono
in istituiti sociali di diversa specie cui si applicano il principio-obiettivo
della razionalità economica (ottenere il massimo risultato con il minimo
impegno di risorse) e i criteri della corretta amministrazione. Nella
pratica si distinguono Aziende con finalità di reddito e Aziende senza
finalità di reddito (profit e non profit, rispettivamente).
Azienda senza finalità di reddito (non profit)
E' un'unità economica che non persegue la remunerazione del capitale investito ma altri scopi quali, ad esempio, finalità sociali, di pubblico interesse, di solidarietà.
Aziende Usl
Rappresentano il cuore del Servizio sanitario
nazionale: ne sono gli "enti gestori", quelli cioè che garantiscono
i livelli di assistenza sul territorio. Hanno personalità giuridica
pubblica e autonomia imprenditoriale. Con la riforma si compiuto un
passo decisivo verso la loro gestione aziendale, per assicurare maggiori
garanzie di efficienza e qualità ai cittadini e completare il percorso
iniziato già con il precedente riordino della Sanità nel 1992.
La principale novità stata rappresentata dalla massima responsabilizzazione
dei direttori generali in merito agli atti e ai servizi garantiti dalle
aziende Usl. La gestione complessiva delle strutture viene definita con
un atto aziendale di diritto privato destinato a rappresentare il punto
di svolta rispetto alla vecchia concezione burocratica del sistema. Le
Usl hanno acquisito così una inedita agilità d'azione: possono, ad esempio,
appaltare o contrattare direttamente - secondo le norme di diritto privato
indicate, appunto, nell'atto aziendale - i contratti di fornitura di
beni e servizi il cui valore sia inferiore a quello stabilito dalla normativa
comunitaria in materia.